Saludo de S.E. Mons. Giuseppe Passoto al Santo Padre en el encuentro con sacerdotes, religiosos, seminaristas y agentes de pastoral

pasotto

Viaje apostólico de Su Santidad Francisco a Georgia y Azerbaiyán (30 de septiembre – 2 de octubre de 2016) – Santa Misa en Tiflis

S.E. Mons. Giuseppe Passoto
Administrador apostólico del Caucaso

[texto en italiano]

Santità, Papa Francesco,

che bello, dopo aver celebrato la Santa Messa, ritrovarci qui, insieme a Lei, nostro Pastore, sotto gli occhi di Maria Assunta e abbracciati dai Santi cari a questa gente georgiana, dipinti sull’abside! Abbiamo voluto questo incontro in questo luogo per sentirci famiglia, per sentirci con Lei a casa nostra e poter condividere preoccupazioni, gioie e prospettive come si fa quando ci si vuole bene.

Sono qui radunati sacerdoti, consacrati, membri dei consigli pastorali e rappresentanti della comunità, il cuore di questa Chiesa locale.

La bellezza e la forza di una Chiesa si riconoscono principalmente dalle domande che essa sa porsi, guardando il futuro e cercando i modi di essere quotidianamente fedele al Vangelo. Solo in questa prospettiva accolga le domande e le riflessioni che alcuni rappresentanti di questa assemblea le rivolgeranno con filiale schiettezza.

Siamo una piccola Chiesa e facciamo ogni giorno l’esperienza della minoranza. Vivere la minoranza significa possibilità di cogliere anche molte opportunità come la libertà interiore, perché non si hanno tante cose da difendere, la capacità di intuire subito ciò che è essenziale e indispensabile, perché non ci si può adagiare e bisogna essere sempre tesi verso ciò che è primario. Una grande opportunità che abbiamo è anche il comprendere meglio chi è in minoranza come noi.

Ma qualche volta è proprio dura! E’ vero che in questa situazione si può cadere facilmente nel pessimismo e nella lamentela creando in noi il senso della vittima, dimenticandoci che ogni situazione è grazia, possibilità che viene da Dio per farci crescere. Non possiamo dimenticare infatti che chi vuole essere discepolo di Gesù deve prendere la croce ogni giorno e seguirlo.

Santo Padre,
con lo sguardo rivolto al futuro, vogliamo mostrare un volto di Chiesa serena, ecumenica, ricolma di Spirito Santo, e che proprio in forza dello Spirito sia una rete di unità, non si stanchi di costruire ponti che avvicinino e favoriscano la pace in questa terra caucasica.
Grazie, Santo Padre!

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