Intervento del Cardinale Leonardo Sandri durante la Giornata in memoria del Servo di Dio, il Cardinale Eduardo Pironio (Palazzo san Callisto, Mercoledì 30 maggio 2018)

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30 MAGGIO 2018.- Il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, ha partecipato oggi alla prima parte della giornata organizzata dall’Ambasciata Argentina presso la Santa Sede per ricordare la figura del Servo di Dio Cardinale Eduardo Pironio, nell’anno ventesimo della sua nascita al cielo.

In apertura, il Cardinale Sandri ha presieduto la Celebrazione Eucaristica nella Chiesa di Santa Maria della Scala, concelebrata dall’Arcivescovo di Spoleto-Norcia, S.E. Mons. Renato Boccardo, dal Segretario Generale del Governatorato SCV, S.E. Mons. Fernando Vergez Alzaga, dal Vescovo di Chascomous in Argentina, S.E. Mons. Malfa, e da diversi sacerdoti.

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Ringrazio l’Ambasciatore Rogelio Pfirter per l’organizzazione di questa giornata, che ci offre l’opportunità di ravvivare la memoria del Servo di Dio Cardinale Eduardo Pironio, del quale auspichiamo che il cammino verso la beatificazione possa procedere senza difficoltà, e attraverso i lavori di questa mattina ci consente di ritrovarci in molti, che siamo legati alla sua memoria nelle diverse tappe del suo servizio sacerdotale ed episcopale.

Ho già avuto la possibilità di offrire una riflessione all’interno dell’omelia della Santa Messa celebrata questa mattina, e qui mi limito a cogliere un tratto della personalità del Cardinale Pironio che mi pare inquadri bene la sua “eredità”, che è il tema di questa prima Sessione di lavori.

Ho avuto infatti la gioia di poter avere accanto al mio cammino di formazione in Seminario per alcuni anni l’allora Rettore Don Eduardo Pironio, prima che fosse promosso Vescovo Ausiliare di La Plata. Da quella sede, qualche giorno prima della mia ordinazione sacerdotale, avvenuta il 2 dicembre 1967, Mons. Pironio mi scrisse un biglietto augurale che conservo ancora con cura, e mi colpisce farlo riemergere e darne lettura proprio poco dopo la celebrazione del mio giubileo d’oro sacerdotale.

Egli diceva:

“Muy querido Sandri: ¡ qué alegria saber que dentro de muy poco, serás sacerdote! Cómo siento revivir en el tuyo, fresco y generoso, la alegria de mi proprio sacerdocio! Te encomiendo a la Virgen de un modo especial. Ella – bajo la acción del Espiritu – formará en ti al nuevo Cristo. Yo deseo que tu vida sea sencillamente eso: una permanente presencia de Cristo entro los hombres. He vivido y sufrido mucho en mi larga vida sacerdotal. Por eso tengo cierto derecho a decir que me siento felicisimo de ser sacerdote y que las almas no esperan otra cosa de nosotros más que al “hombre de Dios”.

Te ofrezco de corazón la sencillez de mi oración, la alegría de mi cruz y la sinceridad de mi cariño de hermano y amigo. Y te ruego me encomiendes al Señor en tus dos grandes fechas y me bendigas. Con Cristo y María Santisima. + E. Pironio”

Ciascuno di noi qui presenti e molti altri lo hanno potuto conoscere in diversi incarichi di responsabilità, all’interno dell’Episcopato argentino e Latino Americano prima, e poi negli incarichi presso la Curia Romana, e nonostante le fatiche che ha pure dovuto affrontare lo ricordiamo tutti con una profonda pace del cuore ed un sorriso che non era soltanto sulle labbra ma nello sguardo, come proveniente dal cuore.

Mi pare di poter dire con franchezza che questo è potuto accadere perché egli ha sempre mantenuto chiaro la consapevolezza della sorgente, il suo sacerdozio: è singolare quanto egli afferma nel biglietto indirizzatomi, di aver vissuto e sofferto molto nella vita sacerdotale.. e per questo di essere felicissimo di essere sacerdote. Qualcuno al giorno d’oggi storce il naso a sentire definire il sacerdote secondo la definizione alter Christus, ma quando ci troviamo di fronte a figure come quelle del Cardinale Pironio capiamo che questo timore non ha fondamento: un profondo radicamento nel Signore Gesù che porta ad assumere proprio come il Maestro una grande attenzione umana, semplice, concreta e quotidiana, alla vita degli uomini che gli sono affidati. Ricordo allora i colloqui che padre Pironio intratteneva con noi seminaristi personalmente, visitandoci nelle stanze, domandandoci della vita, degli studi, e cercando anche di trovare delle famiglie che potessero aiutarci economicamente. In quei dialoghi, lo ricordo, insisteva sullo sviluppare in noi la devozione a Maria Santissima nostra Madre, come garanzia di fedeltà nel nostro futuro sacerdozio. Un rettore che sapeva prendere delle decisioni – come nel caso di un seminarista allontanato per un episodio grave di indisciplina – ma anche capace di stare vicino alla nostra crescita superando delle barriere formali, come quando durante la vacanza presso la Casa estiva del Seminario “La Montenera” (Pilar) venne con noi fino al fiume Lujan e salì con noi sulle barchette per fare un giro sull’acqua, cosa che per quei tempi era fuori luogo anche solo pensare. E anche negli anni successivi, quando entrambi eravamo a Roma, rammento tanti episodi che esaltano il suo animo sacerdotale: tra gli altri, la delicatezza con la quale si prendeva cura del fratello Angel, anche durante la malattia, e l’amicizia mostrata nei confronti del Cardinale Quarracino, ricoverato al Fatebenefratelli per un ictus prima di prendere il volo di ritorno per Buenos Aires, che volle venire a visitare al Pronto Soccorso insieme a Mons. Manuel Fernandez (Manolo) e al sottoscritto. Il “sigillo sacerdotale” dell’affidamento del cardinale Pironio alla Vergine Maria lo custodisco con affetto nella mia casa, in quella statuetta in legno della Val Gardena della Virgen del acompañamento che egli volle regalarmi quando stavo per partire per il Venezuela come Nunzio, nel 1997: fu il nostro ultimo incontro.

Possiamo dire con franchezza che non sempre il Cardinale Pironio è stato ben compreso nel suo tratto e nelle sue scelte, sia in America Latina come qui a Roma: questo non ci deve scandalizzare o rendere partigiani dividendoci tra noi in schieramenti come il mondo (e forse – direbbe lo scrittore Benson amato e citato da Papa Francesco – il Padrone del mondo) vorrebbe, ma farci attraversare ogni tempesta con la serenità che il Servo di Dio aveva. Che cioè la Chiesa è di Cristo e lui rimane sulla barca per farci affrontare il mare della missione, portando il suo Vangelo. Grazie.

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Omelia del Cardinale Leonardo Sandri

Eccellenze Reverendissime,
Eccellenze Signori Ambasciatori,
Reverendi Sacerdoti, Religiosi e Religiose,
Sorelle e fratelli nel Signore!

“L’erba inaridisce, i fiori cadono, ma la parola del Signore rimane in eterno. E questa è la Parola del Vangelo che vi è stato annunciato”

1. Le parole dell’apostolo Pietro proclamate nella prima lettura ci introducono nella celebrazione di questa Eucarestia, centro e culmine della giornata in commemorazione del Servo di Dio Cardinale Eduardo Pironio per la cui organizzazione ringraziamo l’Ambasciata Argentina presso la Santa Sede e in particolare S.E. il Signor Rogelio Pfirter, che saluto cordialmente.

2. Sono infatti trascorsi vent’anni dalla morte del Cardinale Pironio, ed il nostro ritrovarci insieme non è segnato dalla tristezza per la sua mancanza, ma diviene un rendimento di grazie per la vita di questo grande figlio della Chiesa e figlio della nostra amata terra, l’Argentina, ma anche dell’Italia, terra di origine, come per molti di noi, della sua famiglia. La vita dell’uomo si consuma e si spegne, ma quanti si lasciano conquistare e guidare dalla Parola del Signore Crocifisso e Risorto diventano segno e a loro volta seminatori della speranza incorruttibile conquistataci a caro prezzo da Cristo. Essi sono come “scintille nelle stoppie, che corrono qua e là”, mettendo a fuoco il mondo intero, come afferma il libro della Sapienza quando parla della sorte dei giusti, espressione in un certo senso ripresa da San Giovanni Paolo II rivolgendosi ai giovani nella Veglia a Tor Vergata nell’agosto del 2000, durante il loro giubileo e la giornata mondiale della Gioventù. Un fuoco, quello di Dio, diverso dai tanti fuochi fatui umani –  di poteri politici od economici che si accendono e si spengono con grande facilità, facendo però ricadere, a volte, le conseguenze sulla popolazione – e ben lontano dai fuochi distruttori di violenza, sopruso e devastazione che pure siamo in grado di progettare e disseminare: un fuoco invece che purifica, che riscalda ed illumina il cuore, perchè gli ricorda di essere stato creato da Dio e di essere inquieto finchè non riposa in lui.

3. Il Cardinale Eduardo si è lasciato lui per primo accendere dalla scintilla del fuoco di Pentecoste, e ha lasciato che ardesse in lui, in tutte le tappe della sua esistenza umana e sacerdotale: qui ricordo il tempo come Rettore del Seminario – dove ebbi la gioia di averlo io stesso come guida – poi Vescovo Ausiliare di La Plata e Vescovo di Mar del Plata (qui ricordo che domani cadrà il 54° anniversario dell’ordinazione episcopale, avvenuta nel Santuario di Lujan, celebrazione a cui ebbi la gioia di partecipare), nonchè Segretario Generale e Presidente dell’Episcopato Latino Americano (CELAM), Prefetto della Congregazione per i Religiosi e poi Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, avendo il merito di aiutare san Giovanni Paolo II a realizzare gli eventi memorabili delle Giornate Mondiali della Gioventù. C’è bisogno ancora oggi della luce di Dio nella formazione dei sacerdoti, all’interno degli Episcopati, sia a livello locale che nelle Assemblee nazionali, continentali ed universali, si sente l’esigenza che la vita religiosa sia sempre luminosa e segno ed anticipo della vita futura in Dio. Vanno ancora di più oggi aiutati i giovani a non smarrire la strada della vita, a non temere la fatica di percorrerla, ad intuire la direzione ed i passi da intraprendere, sentendosi parte della grande famiglia della Chiesa, come sperimenteremo in particolare nel Sinodo dei Vescovi del prossimo ottobre sotto la guida di Papa Francesco. Siamo certi che in tutti gli ambiti che ho voluto evocare, che sono quelli della vita e del servizio sacerdotale del Servo di Dio Cardinale Pironio, egli continua ad offrire la sua intercessione, unendosi a quella di Maria, Madre di Dio e Madre della Chiesa.

4. La scintilla della luce di Cristo risplende nei nostri cuori, ma essa, lo sappiamo, corrisponde ad una grazia a caro prezzo, non solo per Gesù, ma anche per tutti coloro che vogliono porsi con gioia e determinazione alla Sua sequela: il Vangelo ha evocato da un lato l’annuncio della Passione fatto ai discepoli salendo verso Gerusalemme, e dall’altro il calice della passione che gli apostoli sono chiamati a bere capace di donare la vera grandezza , che è quella del Maestro che serve chinato verso i fratelli piuttosto che seduto in un trono. Essere discepoli costa fatica, nella sfida della fedeltà quotidiana, dentro gli ostacoli della vita e magari le incomprensioni che possono sorgere dai fratelli e persino dalla Chiesa stessa, ma se si continua a guardare a Cristo allora anche il peso del fardello diventa giogo soave, perchè portato insieme con Lui. Il Cardinale Pironio lo sappiamo, ha attraversato anche alcune valli oscure, ma non ha avuto paura, ripetendo dentro di sè la parola del Salmo: non temo alcun male, perchè Tu sei con me! La pace e l’interiore letizia che si poteva scorgere nei suoi occhi, nel suo sorriso e nel lavoro infaticabile per il Regno di Dio ne sono stati il segno, e rimangono dono prezioso anche per ciascuno di noi.

5. Il Cardinale Pironio certamente si è rallegrato e continua a rallegrarsi vedendo sul Soglio di Pietro un figlio dell’Argentina, divenuto padre per tutti: preghiamo per Papa Francesco e per ciascuno di noi, perchè sostenuti dall’esempio del Servo di Dio possiamo anche noi diventare seminatori di speranza, essere scintille che mettono nel mondo il fuoco di Dio, sapendo affrontare senza paura gli errori, le sfide e gli ostacoli che ogni giorno ci sono posti dinnanzi. Amen.

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