Santa Misa en la fiesta de san Marón

9 de febrero de 2019.- Alle ore 18 di sabato 9 febbraio è stata celebrata la Divina Liturgia in rito siro-antiocheno maronita in occasione della Solennità di San Maroun, patrono e fondatore della Chiesa di Antiochia dei Maronita, presso il Pontificio Collegio Maronita in Urbe.

La celebrazione, presieduta dal Procuratore presso la Santa Sede e Rettore S.E. mons. Francois Eid (allegata omelia), è stata concelebrata da numerosi sacerdoti e religiosi, maroniti, di altre Chiese orientali cattoliche e latini. Hanno assistito gli Em.mi Cardinali Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, e Antonio Vegliò. Erano presenti i Rettori dell’Università Gregoriana e del Pontificio Istituto Orientale, i Rappresentanti del Patriarcato di Costantinopoli a Roma e della Diocesi Copto-Ortodossa. Per il Corpo Diplomatico, tra gli altri, gli Ambasciatori del Libano presso la Santa Sede e la Repubblica Italiana.

Prima della benedizione, il Cardinale Sandri ha rivolto un saluto ai presenti, ricordando gli eventi di Bari del 7 luglio e il recente viaggio Apostolico del Santo Padre Francesco ad Abu Dhabi (cfr. allegato)

***

Omelia della Festa di SAN MARUN 2019

Eminentissimi Signori Cardinali,
Eccellenze Reverendissime, 
Eccellenti Signori Ambasciatori e membri del Corpo Diplomatico, 
Egregi Magnifici Rettori, Direttori e Professori,
Monsignori, Procuratori Patriarcali e Religiosi,
Rev.di Padri e Suore, cari Fratelli e sorelle.

’Padre, glorifica il tuo nome’’ (Gv 12/28)

La salita di Gesù a Gerusalemme, in un atto d’amore e di obbedienza alla Volontà del Padre, per morire sulla croce, rappresenta il sommo esercizio della sua ‘’Kenosis’’ per la salvezza degli uomini .

Il Signore parla del ‘’chicco di grano caduto in terra che, se non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto’’(Gv 12/24).

La Chiesa Maronita, nella liturgia della festa di San Marun, medita questa dialettica di morte e di vita, e scopre la somiglianza al chicco di grano che il Signore aveva seminato in questa terra d’Oriente dove è cresciuto, durante tutta la sua storia e continua il suo pellegrinaggio fra ‘’le tribolazioni del mondo e le consolazioni di Dio’’, come diceva S. Agostino. Così visse come Chiesa pellegrina imparando la fedeltà al Suo Signore e imitando il modello di santità e di carità del suo Padre e Patrono San Marun.

1-Fedeltà alla fede

Dopo la partecipazione al Concilio di Calcedonia (451), i Maroniti sapevano che la loro fede era in pericolo, a causa delle persecuzioni; perciò, lasciarono la fertile Siria del Nord verso la Montagna arida del Libano, preferendo la libertà alla prosperità. Lì sono rimasti per più di 500 anni nascosti nella Valle Santa di Qadisha, come i cenobiti, dimenticati da tutti. Perciò, la loro fede generò santità, e molti si misero sulla sequela di San Marun seguendo il suo modello nella via della perfezione. Da questa scuola di santità emersero poi San Charbel e i suoi Confratelli che formarono il tesoro più prezioso che il Signore abbia mai donato alla Chiesa Maronita.

2-Fedeltà al servizio della Carità

Figli di Antiochia, la ‘’Città di Dio’’, metropoli ricca di umanità e di diversità culturale, i Maroniti, per aprirsi alla sorgente dell’universalità della fede, mandarono a Roma i primi studenti nel 1470; continuarono a farlo ufficialmente dopo l’erezione del Pontificio Collegio Maronita, fondato dal Papa Gregorio XIII nel 1584, in cui, i loro giovanissimi figli studiarono la scienza di Dio e quella degli uomini. Una volta tornati al Paese dei Cedri, aprirono scuole gratuite sotto le quercie e nei conventi per insegnare ‘’le verità della fede e le scienze utili’’. Più tardi, nel 1736, venne celebrato il Sinodo Libanese, e promulgò l’obligo e la gratuità dell’insegnamento, anche alle donne; quindi le scuole furono aperte per tutti: Cristiani, Musulmani e Drusi dando vita alla Rinascita Culturale Araba’’. Basta considerare, che 40 anni dopo la fondazione dell’Ordine Religioso Maronita (Libanesi e Mariamiti), sono state istituite 16 scuole: 12 nei villaggi cristiani, una a Deir el Kamar, per i Drusi e tre per i Musulmani di Tripoli, Saida e Akka. Questo servizio d’insegnamento non impedì ai Maroniti di occuparsi anche dei servizi sociali, educativi, agricoli, economici e politici…a beneficio di tutti.
Così nacque il Libano, Paese d’incontro tra il Cristianesimo e l’Islam, modello di convivenza tra 18 comunità religiose diverse e messagio di dialogo e di pace per l’Oriente e l’Occidente. Attualmente, solo nel Libano, la festa dell’Annunciazione a Maria è una festa nazionale, per i cristiani e i musulmani. Da quest’incontro con l’Islam, fatto con spirito di dialogo, nel rispetto della persona, dei suoi diritti umani, culturali e spirituali, è nato il ‘’Libano Messagio’’ di libertà e modello di diversità e di convivenza, dove la cittadinanza è l’unico aggettivo che rende uguali tutti i cittadini davanti alla legge di un stato laico che istituì nella sua Costituzione che: ‘’ogni legge che contraddisce la convivenza è Nulla ‘’!

Quanto siamo stati fieri e commossi di sentire il Santo Padre ripetere ed insistere, nel Suo discorso davanti all’assemblea del Convegno ad Abou-Dhabi, e nel Documento sulla Fratellanza umana, sui fondamenti di questa fratellanza e la convivenza come così sono state volute, nel Libano, dai nostri padri, ed affermata dall’Assemblea dei Patriarci Cattolici dell’Oriente come: ‘’una scelta libera che consideriamo come parte della Volontà di Dio per noi’’.

Nel senso di scelta libera, Ernest Renan definiva la nozione della Nazione in questi termini: ‘’Essa non si fonda sull’unità linguistica, nemmeno su quella del credo, neanche sull’unità geografica e storica commune; la nazione si fonda solamente sulla volontà di vivere in comune’’.

In questa occasione, sento il dovere di menzionare il filosofo libanese ortodosso Charles Malek, che fu presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ministro degli Esteri del Libano negli anni 50, Consigliere personale del grande Patriarca di Costantinopoli Atenagora, e uno dei tre illustri personaggi che hanno redatto la ‘’Carta dei Diritti dell’uomo’’; quest’uomo illustre aveva 2 peccati originali: Lui l’Ortodosso, aveva due fratelli sacerdoti latini, uno domenicano e l’altro gesuita! Questo Professore scrisse due lettere ai Maroniti, nelle quali enumerò 10 doni che, secondo lui, sono stati dati loro da Dio e hanno contribuito alla fondazione del paese dei Cedri.

Charles Malek era un professore di filosofia all’Università Americana di Beirut, invitò nel 1967 il Teologo Hans Küng per tenere alcune conferenze sul ruolo delle religioni nella pace mondiale. Le conclusioni furono tre:
1-l’umanità non può sopravvivere, senza una legge morale internazionale che protegge la vita umana, l’ambiente naturale e le generazioni future;
2-senza pace religiosa, non ci sarà pace internazionale;
3-la pace religiosa si ottiene col dialogo tra le religioni, non per stabilire una tregua, ma per andare oltre, ad una cooperazione e una coalizione tra credenti e non-credenti, su un solo valore: l’uomo !

Le conclusioni di Hans Küng sono state un eco dell’Insegnamento ufficiale della Chiesa, come anche la codificazione della vita e dell’operato dei Maroniti riguardo alla cooperazione coi musulmani. Il ‘’Libano-Messaggio’’, frutto dell’intesa storica tra Cristiani e Musulmani è oggi, il modello e il migliore esempio per costruire la civiltà dell’incontro e della cooperazione tra i popoli. È vero che le comunità libanesi hanno vissuto tempi d’incomprensione e di tensioni violente, ma sono state tutte sempre convinte che quest’avventura della convivialità valeva veramente la pena, e vissero il dialogo:
– dei cuori con fratellanza fiduciosa; 
-della vita sincera, vivendo insieme in pace;
-della parola coraggiosa, uniti nella difesa dei veri valori;
-del silenzio, in cui Dio parla nei cuori e l’uomo l’adora in spirito e verità;

Torno a Charles Malek che conclude: ‘’C’è un donatore e un donato; solo Dio dona, nello stesso tempo, è il donato! Dio dà se stesso, invece l’uomo, dà ciò che Dio gli ha dato. Ai Maroniti Dio ha dato tanto, ma non per se stessi. I Maroniti sono credenti e in quanto tali, credono che Dio ha dato loro un dinamismo e una generosità straordinaria nel donarsi in tutti i campi: i loro santi si onorano sugli Altari della Chiesa Universale, ogni giorno si costruiscono nuove chiese, nuovi conventi, nuovi collegi, ambulatori o asili. Religiosi, religiose e consacrati lavorano, giorno e notte, nel campo della cultura, dell’insegnamento e della sanità, a servizio dei poveri e bisognosi, servendo Dio e l’intera società libanese. 

Stasera in questa Divina Liturgia, la cui popolarità fa il suo genio, dove la Santa Messa diventa l’incarnazione naturale dei cuori e sentimenti di un popolo semplice e paziente, senza imperatori e teologi, ma fatto di poveri, operai, vedove, peccatori, semplici in spirito, quindi uomini e donne normali legati alla terra e alla natura ed attirati da Cristo ed illuminati dal volto della Madonna, stasera, preghiamo perchè tutti i Maroniti possano riscoprire la loro identità originale, cioè di essere: Pellegrini nella fedeltà alla loro fede in Dio, radicali nella santità di vita, ed umili nel servizio dei fratelli, tutti i fratelli, nella carità di Cristo; così, a sequela del loro Padre e Patrono San Marun, e come il ‘’chicco di grano caduto in terra e morto’’(Gv,12/24), producano frutti di riconciliazione, di concordia e di pace. Amen.

† Mons. François Eid, O.M.M.
Procuratore Patriarcale presso la S. Sede
Rettore del Pontificio Collegio Maronita

***

Indirizzo di saluto del Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, al termina della Divina Liturgia in rito siro-antiocheno maronita nella Solennità di Mar Maroun – Roma, Chiesa del Pontificio Collegio Maronita, sabato 9 febbraio 2019 A.D.

Eminenza Reverendissima, Cardinale Vegliò, 
Eccellenza Reverendissima, Mons. Francois Eid, 
Eccellenze, Signori Ambasciatori del Libano presso la Santa Sede e presso il Quirinale, 
Distinte Autorità,
Reverendi Sacerdoti, Religiosi e Religiose,
Sorelle e fratelli nel Signore!

1.È ancora vivo in ciascuno di noi il ricordo del dono che il Signore ha fatto alla Chiesa e al mondo attraverso il Viaggio Apostolico del Santo Padre Francesco ad Abu Dhabi, cui ho avuto la gioia e l’onore di partecipare, e dove era anche presente il Patriarca S.B. Em.ma il Cardinale Bechara Boutros Raï, al quale inviamo il nostro saluto e il nostro ricordo nella preghiera. Nell’incontro di Bari lo scorso 7 luglio come ad Abu Dhabi una settimana fa, quelli che sono stati negli ultimi anni attraverso le definizioni dei Sommi Pontefici dei titoli riservati all’amato Libano, si sono come distesi nei gesti e nel desiderio a tutto il Vicino e il Medio Oriente: l’incontro tra leader e seguaci delle diverse confessioni cristiane e diverse religioni, iniziando dai tre monoteismi che si richiamano in diverso modo alla fede di Abramo, sono stati un messaggio e un laboratorio. Un messaggio, perché l’esperienza stessa dello stare insieme, dello stringersi la mano, senza rinnegare o mettere da parte la propria identità e tradizione, ha rilanciato davanti agli occhi di tutti la possibilità di una convivenza pacifica, mettendo al bando ogni forma di violenza verbale o fisica o visioni fondamentaliste che piegano il nome di Dio a progetti di conquista o potere. Un laboratorio, perché sappiamo bene quanto lavoro è stato necessario per giungere a questi eventi e quanto ancora ne servirà perché essi siano davvero semi che germogliano e crescono: ci vuole la volontà di tutti di conoscere, di studiare, di diffondere il contenuto della Dichiarazione firmata dal Santo Padre, che il nostro Dicastero invierà a tutti i Capi delle Chiese Orientali Cattoliche perché se ne facciano tramite all’interno delle rispettive comunità, prime tra tutte quelle come il Pontificio Collegio Maronita, dedicate alla formazione dei futuri sacerdoti e guide. 

2. Il Libano dunque, ben lieto di aver “prestato” il suo essere Paese Messaggio e Laboratorio di convivenza e di pace, dovrà essere in prima linea in questo nuovo cammino, di speranza e di riconciliazione, e particolare responsabilità hanno la Chiesa Maronita, nei suoi Pastori e nei suoi fedeli: potrebbe sembrare un compito troppo arduo, di fronte alle immani sfide della vostra società. Le tensioni sociali e l’instabilità politica – ringraziamo il Signore per la formazione del nuovo governo ed auspichiamo che possa lavorare per il bene di tutti – le sfide dell’accoglienza, la lotta contro ogni forma di abuso o controtestimonianza allo spirito del Vangelo nei consacrati come nei laici, qualche mormorazione o parola in più che anziché costruire fomenta divisioni dentro e fuori la comunità cristiana. Oggi il Signore ci riporta negli occhi e nel cuore il segreto per superare ogni ostacolo e ogni sfida, con fiducia e determinazione: la santità del patrono e fondatore San Maroun. Il suo rifugiarsi sulla montagna che non è un ritirarsi in disparte dal mondo, ma il mettere le profonde radici in Dio, unica vera sicurezza e difesa per i maroniti lungo la storia secolare: lo spirito contemplativo di preghiera e la capacità di lavorare per la costruzione di un mondo più giusto e più vero, non per proprio vantaggio e tornaconto, ma come servizio all’umanità sul modello di Cristo, venuto non per essere servito ma per servire e dare la sua vita in riscatto per tutti.

3. Preghiamo la Tutta Santa Madre di Dio Maria Santissima, tanto amata in Libano, insieme a Mar Maroun e a tutti i santi maroniti, perché continuino a vegliare sul popolo che a loro ricorre supplicando il dono della pace e della prosperità: soltanto seguendo con autenticità le loro orme potremo ottenere quanto speriamo. 

Anuncios

Responder

Introduce tus datos o haz clic en un icono para iniciar sesión:

Logo de WordPress.com

Estás comentando usando tu cuenta de WordPress.com. Cerrar sesión /  Cambiar )

Google+ photo

Estás comentando usando tu cuenta de Google+. Cerrar sesión /  Cambiar )

Imagen de Twitter

Estás comentando usando tu cuenta de Twitter. Cerrar sesión /  Cambiar )

Foto de Facebook

Estás comentando usando tu cuenta de Facebook. Cerrar sesión /  Cambiar )

Conectando a %s