Saludo al Santo Padre del Presidente de Macedonia del Norte

VIAJE APOSTÓLICO DE SU SANTIDAD EL PAPA FRANCISCO A BULGARIA Y MACEDONIA DEL NORTE [5-7 DE MAYO DE 2019]

Incontro con le Autorità, con la Società Civile e con il Corpo Diplomatico, Mosaique Hall del Palazzo Presidenziale

Discorso del Presidente della Macedonia del Nord, Gjorge Ivanov

Santità,
Eminenze ed eccellenze, 
Signore e Signori, 

È un onore e un piacere, come presidente della Repubblica di Macedonia, dare il più caloroso benvenuto a Sua Santità Papa Francesco da parte dei cittadini macedoni. Questa visita avviene simbolicamente nel 25.mo anniversario dell’istituzione delle relazioni diplomatiche tra la Repubblica di Macedonia e la Santa Sede. Siamo riconoscenti per il supporto continuo dato alla nostra integrazione in Europa e, in generale, al progresso del nostro Paese. 

Le eccellenti relazioni bilaterali fondano sulla centenaria fiducia e sul rispetto che il popolo della Macedonia nutre nei riguardi della Santa Sede. Santità, la Sua visita alla Repubblica di Macedonia è carica di simbolismi. Per l’uomo moderno, il simbolo è vuoto di sostanza. Libertà, eguaglianza, giustizia e diritti umani sono simboli che hanno ispirato generazioni nella lotta contro schiavitù, povertà, ingiustizia e distruzione. 

Oggi, queste parole hanno iniziato a perdere di significato. E quando parole e simboli perdono il loro significato, i popoli perdono la loro libertà. Tuttavia, nel cristianesimo il simbolo non è soltanto una vivida espressione dell’essenza, ma anche il vascello che contiene la stessa essenza che rappresenta. Il significato originale del simbolo sta nel riconoscere e collegare due parti di un singolo intero che, nonostante siano state separate per molto tempo, ancora stanno bene insieme. 

La Lettera a Diogneto illustra la natura del simbolo: “I cristiani né per regione, né per voce, né per costumi sono da distinguere dagli altri uomini. […] Vivono nella loro patria, ma come forestieri; partecipano a tutto come cittadini e da tutto sono distaccati come stranieri. Ogni patria straniera è patria loro, e ogni patria è straniera. […] Dimorano nella terra, ma hanno la loro cittadinanza nel cielo”. I cristiani si distinguono e si collegano attraverso l’Eucaristia come simbolo del corpo spezzato di Cristo. 

E Lei, Santità, è uno dei simboli di questa unità. In questa nostra era governata da consumismo, corporativismo e post-umanesimo Lei ci ricorda che ci sono cose che hanno un valore, ma non un prezzo. La santità della vita umana, l’integrità della persona umana, la dignità della diversità. Lei ci motiva a considerare non soltanto le nostre necessità immediate, ma anche le necessità degli altri. A fare spazio agli altri nella nostra vita e nelle nostre comunità. A superare le incomprensioni in famiglia con l’amore. Lei ci apre gli occhi sul ruolo indispensabile delle donne. Alla luce di tutto questo, Lei è diventato ispirazione per milioni di persone nel mondo. Ma come è possibile questo, in un’epoca in cui innumerevoli dichiarazioni politiche riducono questi simboli a frasi vuote? 

Proprio a causa del Suo operato, noi riconosciamo l’essenza dei simboli. Con Lei, le parole si identificano con i fatti e i fatti sono quelli che riguardano le reali necessità dell’umanità. Per questo io sono convinto che i Suoi sforzi per la pace e l’unità, l’uguaglianza e la giustizia sociale, la libertà di pensiero, coscienza e religione, lo sviluppo sostenibile e il ruolo della giustizia facciano una profonda differenza, perché sono simboli di un mondo rinnovato. Santità, porto a termine il mio mandato di Presidente accogliendo Lei nella Repubblica di Macedonia. 

Ammetto che sono stato fortemente tentato di approfittare della Sua presenza e dei riflettori dei media mondiali per elogiare il mio Paese e il mio popolo. Avrei potuto ricordare la missione di San Paolo, l’Apostolo della Macedonia, che ha aperto la strada al cristianesimo in Europa. O avrei potuto ricordare la missione dei Santi Cirillo e Metodio, di San Clemente e di Naum di Ocrida, che tutti hanno contribuito all’elevazione culturale e spirituale dei popoli slavi. Avrei potuto ricordare la pacifica esperienza con l’islam durata sei secoli, che ha caratterizzato il modello macedone di coesistenza e rispetto della diversità. Per non dimenticare la più famosa figlia di questa coesistenza che è diventata poi la Madre del 20.mo secolo – Santa Madre Teresa. 

La tentazione di parlare di un passato glorioso è grande. Credo però che sia molto più importante parlare del presente incerto, per quanto difficile possa essere. La verità è che Lei arriva in un momento in cui la società macedone è profondamente divisa e il Paese macedone è profondamente ferito da promesse non mantenute, aspettative incompiute e la scarsa fiducia nella comunità internazionale. I decenni di blocco imposto al nostro cammino verso l’Europa hanno portato a una crisi politica e morale che ha ridotto la nostra immunità spirituale ed eroso i valori veri e duraturi. 

La Croce e la Mezzaluna, la chiesa e la moschea sono usati in maniera impropria come confini e fortezze per contrassegnare e difendere territori immaginari. Sembra che dimentichiamo che siamo tutti un popolo, a prescindere dalla nostra fede. Solo le persone trasformate nello spirito possono trasformare lo spirito della società. Tuttavia, questo richiede una persona con un’autorità morale importante, che sappia parlare all’anima della nazione. Sono profondamente convinto del fatto che i cittadini macedoni – cristiani, musulmani, ebrei o atei – riconoscano in Vostra Santità questo tipo di persona. Molti giovani leader che escono dalla mia scuola di leadership guardano a Lei come al leader che meglio sa ispirare le persone. È per questo che simbolicamente, come macedone, Le ho chiesto di venire in Macedonia per aiutarci nel rinnovamento spirituale della nostra Patria. Santità, anche se sono cristiano ortodosso, come presidente di un Paese laico rappresento tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro fede religiosa e ideologica e dalla loro identità etnica e linguistica. 

Lei, come capo della Chiesa cattolica, rappresenta per oltre un miliardo di cristiani cattolici nel mondo Gesù Cristo, il Dio fatto uomo. Nell’Ultima Cena, l’Unico – consapevole della terribile sofferenza che avrebbe affrontato e sapendo bene che Egli detiene tutto il potere nelle Sue mani – si alzò da tavola e umilmente lavò i piedi ai suoi discepoli. Negli scorsi anni, il mondo ha guardato con stupore e incredulità quando Lei ha ripetuto, simbolicamente, la stessa azione. Lei si inchina e lava i piedi ai malati e ai poveri, ai prigionieri e ai rifugiati, agli affamati e agli assetati, agli esclusi e agli emarginati, indipendentemente dal fatto che siano cristiani, musulmani, ebrei, induisti, buddisti, atei … Io non credo che le Sue azioni siano semplicemente un altro simbolo svuotato del suo significato. Al contrario. 

Lei ci ricorda che nonostante il nostro amore umano nei riguardi di Dio e delle persone sia volubile, l’amore di Dio e la sua fiducia in noi esseri umani è permanente. Con questo Lei ci rappresenta il cammino di amore, misericordia, umiltà e servizio. 
Un cammino che anche noi, qui nella Repubblica di Macedonia dovremmo seguire, a prescindere dalla nostra fede o ideologia. Solo così potremo lasciare un futuro migliore ai giovani e a chi ancora non è nato. Per questo voglio concludere lanciando un appello a tutti i miei connazionali, a tutte le persone di buona volontà e cuore puro. 

Ed è rivolto a tutti, che siano ortodossi, cattolici o protestanti, nel cristianesimo; ai musulmani, agli ebrei e agli atei. Mi rivolgo a voi per chiedervi di riconoscere il simbolismo di questa visita e di partecipare, con umiltà e perdono, riconciliazione e unità, con responsabilità e rispetto al rinnovamento della Macedonia, prima che sia troppo tardi. Grazie.

English

Speech of the President of North Macedonia, Gjorge Ivanov 

Your Holiness,
Distinguished Eminences and Excellencies,
Ladies and Gentlemen,

It is an honor and pleasure as President of the Republic of Macedonia, to wish the warmest welcome to His Holiness Pope Francis on behalf of the Macedonian citizens. Symbolically, this historic visit takes place on the 25th anniversary of the establishment of diplomatic relations between the Republic of Macedonia and the Holy See. We are grateful for the continuous support toward our European integration and, in general, the progress of our country. The excellent bilateral relations build upon the profound and centuries-old trust and respect of the Macedonian people for the Holy See. Your Holiness, Your apostolic visit to the Republic of Macedonia is full of symbolism. However, there is a problem here. For the modern person, the symbol is void of essence. Freedom, equality, justice, human rights are symbols which inspired generations in their fight against slavery, poverty, injustice and destruction. Today, these words began to lose meaning. And when words and symbols lose their meaning, people lose their freedom. Nevertheless, in Christianity, the symbol is not only a vivid depiction of essence, but a vessel that contains the very same essence it represents. The original meaning of the symbol is recognizing and connecting two parts of a single entirety which even though they were separated for a long time, they still fit together. The Epistle to Diognet speaks of the nature of the symbol: “For the Christians are distinguished from other men neither by country, nor language, nor the customs which they observe. […] They dwell in their own countries, but simply as sojourners. As citizens, they share in all things with others, and yet endure all things as if foreigners. Every foreign land is to them as their native country, and every land of their birth as a land of strangers. […] They pass their days on earth, but they are citizens of heaven.” The Christians are distinguished and connected through the Eucharist as a symbol of the broken body of Christ. And You, Your Holiness, are one of the symbols of that unity. In our era of consumerism, corporatism and post-humanism, You remind us that there are thing that have value, but no price. The sanctity of human life, the integrity of the human person, the dignity of diversity. You motivate us to consider not only our immediate needs, but also the needs of others. To make room for others in our lives and in our communities. To overcome all family misunderstandings with love. You open our eyes to the indispensible role of women. In the light of these actions you have become an inspiration to million people around the world. But how is that possible in a time where in countless political declarations these symbols are reduced to empty phrases? On account of Your actions, we recognize the essence of symbols. With You, words match the deeds and the deeds match the true needs of humanity. Therefore, I am convinced that Your efforts toward peace and unity, equality and social justice, freedom of thought, conscience and religion, sustainable development and rule of law make a profound difference because they are the symbol of the restored world. Your Holiness, I complete my mandate as President by welcoming You to the Republic of Macedonia. I have to admit that I was greatly tempted to use your presence and the spotlight of the world media to speak the best of my country and my people. I could look back on the mission of St. Paul the Apostle to Macedonia who paved the way for Christianity in Europe. Or, on the mission of St. Cyril and Methodius, St. Clement and Naum of Ohrid who contributed to the cultural and spiritual elevation of the Slavic peoples. I could point out the six-century long peaceful experience with Islam which positively shaped the Macedonian model of coexistence and respect for diversity. Let us not forget that the most famous daughter of this coexistence became the mother of the 20th century – St. Mother Teresa. The temptation to speak of the glorious past is great. However, I believe that it is much more important to speak of the uncertain present, regardless of how difficult it is. And the truth is that You come in a time when the Macedonian society is deeply divided, and the Macedonian country is heavily wounded by broken promises, unfulfilled expectations and faltering trust in the international community. The decades of blockades on our European path led to political and moral crises which diminished our spiritual immunity and eroded the true and lasting values. The cross and crescent, the church and the mosque are being misused as borders and fortresses to mark and defend some kind of imaginary territories. It seems we forget that we are all people, regardless of our belief. Only spiritually transformed people can transform the spirit of society. Nevertheless, this requires a person with significant moral authority who will speak to the soul of the nation. I am deeply convinced that the Macedonian citizens, Christians, Muslims, Jews or atheists, recognize Your Holiness as such a person. Many young leaders from my leadership school turn to You as the most inspiring leader. Therefore, symbolically, as a Macedonian, I asked you to come to Macedonia and help us in the spiritual renewal of our fatherland. Your Holiness, Even though I am an Orthodox Christian, as President of a secular country, I represent all citizens, regardless of their religious and ideological beliefs and their ethnic and linguistic identity. You, as head of the Catholic Church, represent the God-man Jesus Christ to more than a billion Catholic Christians in the world. At the Last Supper, the One, aware of the terrible suffering that laid ahead, fully knowing that He has all the power in His hands, got up from the table and humbly washed the feet of his disciples. In the past several years the world is watching in awe and disbelief how You symbolically repeat the very same act. You bow to wash the feet of the sick and the poor, the prisoners and the refugees, of the hungry and the thirsty, of the outcasts and the marginalized disregarding whether they are Christian, Muslim, Jew, Hindu, Buddhist, atheist… I believe that your actions are not just another depleted symbol. On the contrary. You remind us that although our human love toward God and people is changeable, God’s love and faithfulness toward us human beings is permanent. With this You symbolize the path of love, mercy, humility and service. A path which we, here in the Republic of Macedonia, should also follow regardless of our basic believes or ideology. Only then we will leave a better future to the young people and to the yet unborn. That is why I will finish with an appeal to all of my fellow citizens, to all people with good will and pure hearts. This goes to everyone, whether you belong to the Orthodox, Catholic or Protestant branch of Christianity, to the Muslims, Jews and atheists. I call upon you to recognize the symbolism of this visit and with humility and forgiveness, reconciliation and unity, with responsibility and respect, to take part in the spiritual renewal of Macedonia, before it is too late. Thank you.

Responder

Introduce tus datos o haz clic en un icono para iniciar sesión:

Logo de WordPress.com

Estás comentando usando tu cuenta de WordPress.com. Cerrar sesión /  Cambiar )

Google photo

Estás comentando usando tu cuenta de Google. Cerrar sesión /  Cambiar )

Imagen de Twitter

Estás comentando usando tu cuenta de Twitter. Cerrar sesión /  Cambiar )

Foto de Facebook

Estás comentando usando tu cuenta de Facebook. Cerrar sesión /  Cambiar )

Conectando a %s