Saludo al Santo Padre del Patriarca de Babilonia de los Caldeos

IRAQ – Baghdad – 05.03.2021 – 16.40

Incontro con i Vescovi, i Sacerdoti, i Religiosi e le Religiose, i Seminaristi e i Catechisti
Cattedrale Siro-Cattolica di Nostra Signora della Salvezza

Parole di benvenuto di Sua Beatitudine Cardinale Louis Raphaël Sako,
Patriarca di Babilonia dei Caldei,
Presidente dell’Assemblea dei Vescovi Cattolici d’Iraq

Santità,

con molta gioia, a nome mio e a nome di Sua Beatitudine il Patriarca Siro-Cattolico Ignazio Youssef III Younan, e degli eminenti pastori delle chiese cattoliche in Iraq, le rivolgo il benvenuto nella terra di Abramo, padre dei credenti, con un’espressione popolare che ripetiamo nell’accogliere i nostri pastori: b-shaina, b-shaina, o Papa d-mar‘itha, ossia benvenuto o Padre della nostra chiesa. È una grande gioia per tutti gli iracheni. La Vostra visita è un segno del tuo interesse per le chiese Orientali.

Vi ringraziamo per questa vostra visita coraggiosa, che approfondisce in noi la fiducia nel Signore, e ci incoraggia a continuare nella vita con fede e costanza, a consolidare le nostre relazioni fraterne vicendevoli, tra cristiani, e con in nostri compatrioti musulmani, che amiamo come fratelli, come li avete chiamati nella vostra lettera enciclica “Fratelli tutti”.

I cristiani erano la grande maggioranza all’arrivo dei musulmani nel nostro paese, e diedero molto ai musulmani, anzi i nostri antenati hanno creato un modello di coesistenza, contribuendo notevolmente alla cultura; oggi siamo diventati una minoranza, ma siamo una minoranza viva e attiva e abbiamo contribuito alla costruzione dell’Iraq e allo sviluppo della sua cultura.

In questi ultimi anni siamo stati sottoposti a molte difficoltà, pericoli e persecuzioni e la migliore testimonianza è questa cattedrale dei siriani cattolici in cui siamo riuniti, che è stata oggetto di un bombardamento criminale il 31 ottobre 2010: durante la santa messa 48 martiri sono stati uccisi, tra cui due nostri giovani sacerdoti, Tha’er e Wasim, e molti sono rimasti feriti. Nell’agosto 2014, l’ISIS ha fatto fuggire tutti i 120.000 cristiani dalla piana di Ninive e da Mossul, e ringraziamo Dio per il fatto che queste aree sono state liberate nel 2017 e 50% dei loro abitanti sono tornati.

Nonostante ciò che ci ha colpito e il nostro dolore, abbiamo preservato la fede, la nostra serenità spirituale e la nostra solidarietà fraterna, e tutte le chiese hanno fatto un grande lavoro per stare accanto alle persone danneggiate, per aiutarle e alleviare il loro dolore.

Santità,

questa vostra visita paterna ci dà la forza di superare le avversità, ci rassicura che non siamo dimenticati, e genera in noi fiducia ed entusiasmo per continuare il nostro cammino di fede e di testimonianza evangelica, nonostante le difficoltà, e per contribuire con i nostri compatrioti musulmani e gli altri a costruire il nostro paese su regole solide e a stabilire i valori della cittadinanza e della convivenza sulla base di una fraternità rispettosa della diversità e del pluralismo. A Dio piacendo, grazie alle vostre preghiere, al vostro continuo interessamento, e alla buona volontà degli iracheni, usciremo dalle nostre crisi verso un futuro migliore.

Grazie.

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