Saludo al Santo Padre del padre Vladimír Fekete, Prefecto Apostólico de Azerbaiyán

azerbaiyan

Viaje apostólico de Su Santidad Francisco a Georgia y Azerbaiyán (30 de septiembre – 2 de octubre de 2016)

[texto en italiano]

Carissimo Santo Padre,

Noi tutti, radunati in questa chiesa, siamo pieni di emozioni e di tanta gioia. Oggi la Chiesa locale in Azerbaigian e l’intero popolo di questo Paese hanno ricevuto un dono straordinario dal Signore: Lei, Santo Padre, successore dell’Apostolo Pietro e Vicario del nostro Signore Gesù Cristo. Lei è arrivato da lontano, da Roma, per visitare un piccolo gregge alla periferia della Chiesa Cattolica.

Con il Suo arrivo la città di Baku è diventata, in un certo senso, il centro del cristianesimo, perché “Ubi Petrus, ibi Ecclesia”.

Carissimo Santo Padre, quattordici anni fa alcuni di noi hanno avuto la grazia di incontrare in questa città il Suo predecessore, San Giovanni Paolo II. Questo evento è stato veramente un miracolo e noi fino ad ora stiamo raccogliendo i frutti spirituali abbondanti di quella visita.

Oggi il Papa si trova nuovamente tra di noi. Papa Francesco, amato e stimato per il suo amore di predilezione verso i poveri e gli abbandonati. Il Papa che capisce molto bene il significato di parole come discriminazione, emarginazione e povertà. Nello stesso tempo, Lei, Santo Padre, sta cercando di indicare a tutto il mondo come è possibile cambiare queste parole e queste realtà in parole e realtà nuove: misericordia, bontà, tolleranza e tutti gli altri sinonimi della parola CARITÀ. È molto significativo per noi che la Sua visita si svolga nell’Anno giubilare della Misericordia. Tutti siamo chiamati ad essere sempre più misericordiosi verso i fratelli, perché tutti siamo peccatori e abbiamo bisogno dell’abbraccio del nostro Padre celeste misericordioso.

Caro Santo Padre, a nome dei fedeli, dei presbiteri e dei religiosi della Prefettura Apostolica in Azerbaigian, voglio esprimere la nostra gratitudine e gioia per la Sua presenza tra di noi, per la Sua parola di incoraggiamento, proclamata da Lei durante l’omelia, e per il Suo esempio di vita, pienamente consacrata al Regno di Dio. Le chiediamo di continuare a pregare insieme a noi per la riconciliazione e la pace nel Caucaso.

Prima di ricevere la Sua benedizione paterna, i nostri parrocchiani vogliono offrire a Lei, Santo Padre, un piccolo regalo di ricordo.

Grazie!

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